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Minimi D’ascolto Per Il Morning Show Di BBC Radio 1

Che la radio come l’abbiamo sempre conosciuta fosse in declino, è risaputo; o almeno lo è per gli operatori del settore.

Se questo, a provarlo sulla propria pelle è BBC, allora siamo di fronte ad un grande problema!

Nick Grimshaw (il ragazzo in foto), conduttore dello show mattutino in onda sull’emittente di bandiera d’oltremanica, ha registrato il record di ascolti più basso di sempre, toccando quota 5.3 milioni di ascoltatori negli ultimi 3 mesi (luglio-settembre). Dal 1992, anno nel quale si iniziarono a collezionare i dati di ascolto, non è stato registrato un valore più basso.

Ben Cooper (il capoccia di Radio1) ha deciso, da bravo imprenditore, di fermarsi e analizzare il mercato che lo stava circondando e quanto ne risulta, porta a riflettere.

I canali YouTube e Vevo di Radio1 contano una media di 1.6 milioni di visualizzazioni per giorno, mentre il player sul sito web per l’ascolto della radio, conta 1.1 milioni di visite mensili.
Il morning show in questione è passato ai 5.7 milioni di ascolti (nel trimestre) dai 7 milioni registrati nello stesso periodo del 2012, anno in cui a Grimshaw ne fu affidata la conduzione (sostituendo Chris Moyles). Anche i dati a livello di emittente sono i calo, passando da un market share del 6% (2016) ad un 5.9% (2017), dove uno 0.1% vale circa 500mila ascoltatori.

La scelta di BBC nell’affidare a Grimshaw la conduzione del morning show era stata fatta proprio per avvicinare un pubblico giovane, a discapito della fascia più anziana. Puntando alla vasta grandezza di pubblico online, BBC continua affermando che il loro show mattutino mantiene la sua solita importanza, rimanendo il numero uno per ascolti. Ciò che cambia è il metodo con il quale i giovani “consumano” la radio, ovvero non più con metodi tradizionali.

Ma quindi?

Quindi, signori, è necessario cambiare metodo!

Perché Netflix funziona? Perchè guardi la tua serie tv, a tuoi orari e nei tuoi luoghi preferiti. L’aggettivo possessivo TUO è la chiave.

La flessione del web cucito intorno alla nostra persona, ci obbliga ad una modifica dei nostri metodi comunicativi: dobbiamo essere in grado di fornire gli stessi contenuti che normalmente vengono trasmessi in diretta, in una modalità on-demand. Oltre a questo, bisogna accettare questo nuovo canale distributivo e posizionarlo al pari del flusso “in diretta”.

Mi immagino un utente che si costruisce la propria radio, selezionando la propria musica ed i propri interessi. La piattaforma crea in costante aggiornamento la tua “web radio”, che in ogni momento puoi istruire dicendo cosa non ti piace.

Sogno? Forse no… Forse qualcuno ci sta già pensando… Chi? Presto si saprà 🙂

 

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